Arte e artificio

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La battaglia dei nostri tempi si svolge tra la creatività umana e il falso reale prodotto dall’Intelligenza Artificiale. L’arte, la creatura della personalità dell’uomo con cui questi interpreta la realtà e ne rimanda la visione ai suoi simili per connettersi con loro, è tutt’altra cosa dall’artificio, che induce illusioni ed è finalizzato all’inganno del prossimo.

Don Chisciotte, avendo consumato tanti anni nella lettura di romanzi cavallereschi, “a forza di dormir poco e di legger molto, gli si prosciugò talmente il cervello, che perse la ragione. Gli si riempì la fantasia di tutto quello che leggeva nei suoi libri: incanti, litigi, battaglie, sfide, ferite, dichiarazioni, amori, tempeste e stravaganze impossibili; e si ficcò talmente nella testa che tutto quell’arsenale di sogni e d’invenzioni lette ne’ libri fosse verità pura, che secondo lui non c’era nel mondo storia più certa” (cit. dal cap. I, 1). Così, ogni fatto che gli capita lo vede a suo modo, tanto da scambiare una contadina per una dama e i mulini a vento per giganti.

Gli ideali di Don Chisciotte sono tutt’altro che risibili, la nobiltà d’animo, che porta con sé sentimenti quali il rispetto per la donna e per i nemici, la fedeltà alla parola data, la lealtà, il rischio disinteressato, la messa a disposizione della propria vita per i più alti scopi quali la difesa dei deboli, è ammirevole, il suo sogno eroico è condivisibile, ciò che gli manca è la capacità di renderli vitali e naufraga così nella sua alienazione dalla realtà. La soluzione è veramente quella adottata dai suoi amici, cioè bruciare i suoi libri? Direi di no, visto che sono un prodotto della creatività umana e, come tali, strumenti destinati all’interazione, alla riflessione, all’arricchimento del pensiero. Inoltre, con i libri abbiamo la possibilità di giocare ad armi pari, per così dire, perché dietro al libro c’è una persona come noi, con una mente come la nostra.

Che illusione è quella procurata all’uomo, non dai romanzi cavallereschi, ma dagli elaborati dell’Intelligenza Artificiale? Anche in questo caso, l’infatuazione produce l’alienazione dalla realtà, ma siamo in presenza di uno strumento che rischia di strumentalizzare l’uomo. Si tratta di una situazione profondamente diversa, dove l’alienazione è offerta tal quale la realtà e dove potrebbe arrivarsi a non riuscire a denunciare il falso, apparendo questo identico al vero. Perché questa falsificazione coinvolge i sensi, e noi dei sensi ci fidiamo più di chiunque.

Saremo tutti Don Chisciotte ignari e spericolati, esposti al ridicolo e alle botte, ma privati dei protettori che pure l’hidalgo riesce ad avere? È Sancho a riportarlo alla realtà, ma Don Chisciotte, quando è costretto a giustificare la sua illusione, ricorre alla tesi dell’incantatore. Non è lui ad aver confuso i mulini a vento con i giganti, ma è l’incantatore ad aver fatto apparire agli altri i giganti come mulini a vento. Ecco, l’incantatore dei nostri tempi può ben assumere le vesti dell’Intelligenza Artificiale.